Colite: i comportamenti da assumere e quelli da evitare

Della sindrome dell’intestino irritabile‚ volgarmente detta “colite”‚ ne soffre circa il 15% della popolazione mondiale‚ soprattutto quella femminile‚ a partire dai 20- 30 anni. Si tratta di un disturbo che può dare dolori localizzati o sparsi lungo tutto il colon e che può essere caratterizzato da sintomi lievi e occasionali‚ come stipsi e gonfiore addominale oppure da dolori più forti‚ flatulenza e borborigmi frequenti (i classici rumori intestinali).

In questi casi‚ l’attenzione all’alimentazione è essenziale‚ se non per risolvere il problema‚ quantomeno per alleviare i disturbi.

Innanzitutto‚ può essere utile tenere un diario alimentare per annotare i cibi assunti e gli eventuali fastidi‚ con tanto di orario sia dei pasti che di insorgenza dei sintomi. Secondo‚ è importante non escludere autonomamente nessuna categoria alimentare (come latte e latticini‚ fibre e glutine) senza prima aver consultato un professionista del settore. Verosimilmente‚ l’eliminazione di alcuni alimenti potrà portare a dei benefici‚ magari momentanei‚ che‚ tuttavia‚ potranno determinare errori di diagnosi e‚ quindi‚ causare danni a lungo termine.

Anche l’acqua ha il suo ruolo essenziale. Berne almeno due litri al giorno vi aiuterà a favorire la peristalsi e la formazione delle feci‚ evitando la stipsi che causerebbe ulteriori gonfiori e dolori. Ciò che‚ invece‚ dovrà essere ridotto è il caffè‚ gli alcolici ed altre bevande nervine.

Infine‚ ma non di minore importanza‚ sarà essenziale il movimento che‚ oltre a scaricare lo stress quotidiano‚ faciliterà la motilità intestinale.

Provare per credere!